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Anteprima Altered Carbon: Una fantascienza "adulta" specchio della società contemporanea

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Anteprima Altered Carbon: Una fantascienza "adulta" specchio della società contemporanea

Si può ancora fare fantascienza fuori dai canoni estetici e contenutistici imposti dal pubblico più giovane? La risposta a tale quesito potrebbe essere Altered Carbon. Con questa nuova, attesa serie tratta dal romanzo Bay City di Richard K. Morgan, Netflix, che ne proporrà tutti gli episodi della prima stagione il 2 febbraio, prova a riproporre al pubblico un'idea di science fiction "adulta", capace di raccontare dietro la confezione le contraddizioni sociali, economiche e politiche del nostro presente. E, soprattutto, mostrarci dove potremmo finire se non prendessimo le necessarie contromisure.

TEMATICHE ADULTE. Per raccontare Altered Carbon partiamo dal principio, o meglio dalla mente alla base del progetto, l'ideatrice e showrunner Laeta Kalogridis, che abbiamo incontrato sul set a Vancouver insieme con gli attori protagonisti. "Ho comprato il testo a Houston anni fa, me ne sono innamorata immediatamente ma a quel tempo era proprietà della Warner Bros. Stavano tentando di farne un prodotto adatto ai PG-13, qualcosa che il testo di Richard proprio non è", racconta Kalogridis quando le chiediamo come sia nata la volontà di trasformare il libro di Morgan in una serie tv. "Quando i diritti sono tornati a lui, l'ho chiamato e gli ho spiegato come avrei adattato il suo romanzo, e cioè tentando di realizzarne un film capace di porre molte domande a livello morale e filosofico senza offrire risposte preconfezionate. Anche perché non ne avevo, è questa la forza principale del libro - non ti regala punti di appiglio per farti sentire meglio. Stiamo parlando di circa otto anni fa, e gli dissi anche che ci sarebbe voluto del tempo per sviluppare il progetto. Ha accettato soprattutto perché non ho fatto finta che questa fosse per me la cosa più importante da realizzare in quel momento". Quindi all'inizio doveva essere un film? "Sì, ne avevo scritto varie versioni. Ma si trattava già di un tipo di produzione ormai troppo difficile da realizzare, un prodotto con i mezzi economici di un film Marvel ma con le tematiche adulte di un R-Rated. Oggi ad esempio puoi fare un sequel di Blade Runner, ma non potresti girare di nuovo qualcosa di innovativo e adulto come l'originale".

Altered Carbon

LA MORTE È NECESSARIA. Protagonista di Altered Carbon è Joel Kinnaman, attore famoso per i suoi trascorsi in The Killing e House of Cards negli ultimi anni abbonatosi alla fantascienza dopo aver recitato nel reboot di Robocop e nel successo Suicide Squad. A lui abbiamo chiesto di raccontarci il suo personaggio e come le sue azioni muovono la storia principale. "Quando incontriamo Takeshi Kovacs per la prima volta si trova in una specie di ibernazione, uno stato in cui non sei conscio ma neppure morto, come in un incubo costante. Ci è rimasto per 250 anni. Era membro di un gruppo ribelle che cercò di combattere lo status quo di un sistema dispotico che aveva accentuato il divario tra ricchi e poveri. Cosa succederebbe se chi possiede il denaro e l'autorità potesse diventare immortale avendo la facoltà di sostituire il proprio corpo con latri di scorta? Ecco che la possibilità di cambiare le cose si annulla. Immaginate ad esempio un Donald Trump che può vivere per 350 anni! Takeshi e i suoi compagni di battaglia avevano capito che tale potere in realtà stava distruggendo l'umanità stessa delle persone, che bisognava morire per ritrovare la propria identità. Si tratta di soldati addestrati ad allenare prima di tutto la mente, qualcosa che va oltre la meditazione e ti consente di vedere tutti i segni che la natura e l'ambiente circostante ti offrono, in modo da sfruttarli per la lotta e la tua stessa sopravvivenza. La descriverei come una forma avanzata di consapevolezza".

Per quanto riguarda la storia, "Laurens Bancroft, uno degli uomini più potenti, viene trovato con la testa spappolata; vogliono fargli credere che si è suicidato", racconta Kinnaman. "Ma lui, che corpi di scorta ne possiede eccome, è convinto invece che qualcuno lo abbia assassinato. Ha bisogno di qualcuno che indaghi sulla questione, ed ecco che decide di riportare indietro Kovacs per farsi aiutare. È qui che comincia la storia, nella tradizione del noir di fantascienza. Diciamo à la Blade Runner". Il rapporto con Bancroft "è complesso perché lui rappresenta le persone che Takeshi ha tentato di distruggere molto tempo prima, tutto ciò che odiava. È un rapporto vero e proprio tra proprietario e schiavo: Bancroft possiede realmente l'altro, se gli obbedisce verrà nuovamente disconnesso. Quando Takeshi si risveglia scopre di essere stato completamente sconfitto, addirittura di essere diventato la proprietà di un ricco e potente. Il vantaggio di una serie tv è che il tuo personaggio possiede una traiettoria così lunga che puoi confrontarti con molti aspetti di esso. All'inizio Takeshi Kovacs capisce che vuole sopravvivere. Le persone che incontra in questo nuovo mondo, pur con tutte le sue ingiustizie, per lui diventano importanti".

Altered Carbon

VICINA ALLA REALTÀ. E proprio Laurens Bancroft diventa oggetto di conversazione con l'attore che lo interpreta, James Purefoy, diventato un beniamino del pubblico del piccolo schermo grazie a show di successo come The Following e Hap and Leonard. "Mi ha affascinato l'idea di interpretare un personaggio così vecchio, di rendere fisicamente tutto ciò che ha imparato e vissuto sulla sua pelle. Devi lavorare su una diversa fisicità del personaggio perché l'età così avanzata comporta anche una diversa saggezza. Tutto quello che hai imparato in trecento anni di vita, quanti ne ha Laurens, deve essere rappresentato nella scelta delle parole e dei gesti. O meglio, non è che lui scelga sempre le parole giuste, ma possiede un vocabolario specifico che si è costruito negli anni. Per quanto riguarda la produzione, tutti abbiamo cercato di proporre qualcosa di nuovo, creare un universo autentico e allo stesso tempo mai visto prima, soprattutto in tv. Per l'accuratezza con cui abbiamo lavorato paragonerei Altered Carbon a Roma, la serie che feci anni fa per HBO".

Molti dei temi affrontati sono in fondo lo specchio della società contemporanea. Se in Altered Carbon c'è un messaggio che deve arrivare al pubblico, per Purefoy è che "dovremmo preoccuparci delle disparità economiche in cui oggi viviamo; sono alla base di tutti o quasi i problemi che ci affliggono. Oggi le classi sociali, come nello show, sono sempre più distanti. I più fortunati non si interessano a ciò che succede alle persone comuni, nella stragrande maggioranza dei casi pensano soltanto a mantenere intatto il proprio privilegio. E si sta sviluppando un'avversione sempre più forte verso chi detiene il controllo del potere economico e politico. Ciò che succede in Altered Carbon è molto più vicino alla nostra realtà di quanto la confezione della science-fiction non lasci vedere".

Altered Carbon

DISUGUAGLIANZE. Kristin Lehman, attrice canadese che ha già lavorato con Kinnaman in The Killing, è una delle protagoniste femminili. A lei è andata la parte di Miriam Bancroft, moglie altrettanto facoltosa di Laurens. "Il risvolto filosofico che mi ha affascinato maggiormente è il cambiamento del senso di responsabilità da parte di persone che in qualche modo possono riciclare il proprio corpo, sconfiggendo così la morte", racconta. "Come cambiano la tua coscienza e il tuo giudizio morale se sai che non morirai? Non soltanto nel singolo individuo, ma addirittura negli organi di comando, nei governi. Non ci si preoccupa più di chi invece rimane indietro, di chi non ha la possibilità di sostituire la morte con una vita traslata in altri corpi. È una metafora di ciò che in realtà sta già succedendo oggi con gli enormi disequilibri soprattutto economici che il nostro mondo sta vivendo".

L'interrogativo principale che Altered Carbon dunque propone al pubblico sembra essere: cosa dobbiamo aspettarci da una società che dietro la globalizzazione nasconde un inasprimento sempre più grave delle disuguaglianze? La risposta la offre in conclusione ancora Laeta Kalogridis. "Non credo che tra 350 anni la società avrà superato le sue barriere razziali o sessuali. Mi dispiace dirlo, vorrei fosse così, ma secondo me non avverrà. Quello che proponiamo con Altered Carbon è un mondo dove molte barriere sono state abbattute, soprattutto linguistiche, ma le disuguaglianze sono ancora presenti, magari in maniera diversa. Ad esempio mi sono chiesta perché i personaggi femminili di questa serie - e mi riferisco a uno in particolare, Lizzie [interpretato da Hayley Law] - possiedano tutte le prerogative di quelli maschili, nessuna esclusa, siano esse positive o negative. Lei andrà incontro a una trasformazione di cui sono molto, molto fiera come donna".



Adriano Ercolani
  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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