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Homecoming: Julia Roberts e il regista Sam Esmail ci presentano la nuova serie di Prime Video

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Homecoming: Julia Roberts e il regista Sam Esmail ci presentano la nuova serie di Prime Video

Una delle più grandi stelle di Hollywood, protagonista di una serie tv per Prime Video di Amazon. Questo dovrebbe già farci capire la potenza inarrestabile del piccolo schermo con le serie on demand. Se in più la star è Julia Roberts e il regista Sam Esmail​, l'ideatore di Mr. Robot, ci troviamo davanti un prodotto di finissima fattura e dalla trama intrigante. Basata sull'omonimo podcast creato da Eli Horowitz e Micah Bloomberg (qui produttori esecutivi con lo stesso Esmail e Roberts), Homecoming, disponibile in streaming con tutti gli episodi in versione originale da venerdì 2 novembre (la versione doppiata in italiano arriverà nel 2019), è un thriller psicologico dalle atmosfere volutamente hitchcockiane, che si sviluppa su due modelli narrativi - presente e futuro. Julia Roberts è Heidi, una terapista che lavora in una struttura segreta del governo, aiutando i veterani a reinserirsi nella vita civile. Tuttavia, alcuni anni dopo, Heidi si trova lontana dal centro. Ha lasciato il lavoro e vive con la madre quando un membro del Dipartimento della Difesa si presenta da lei in cerca di spiegazioni. Cos'è accaduto? E perché è andata via? A Londra, abbiamo avuto l'opportunità di incontrare e fare una chiacchierata sia con la protagonista che con Esmail. Ecco cosa ci hanno raccontato della serie:

Rispetto a un film, esplorare un personaggio più in profondità con una serie le ha dato più gioia?
Roberts: Sicuramente... Ma non la penserei in questi termini. Anche Sam l'ha sempre immaginata come un unico film, e per me il processo nel creare il personaggio di Heidi non è stato dissimile da altri. Grazie a Sam, però, sicuramente non ho avuto la sensazione di stare su un set televisivo.

È stato importante per lei non sentire questa differenza, visto che in questo caso è anche produttrice?
Roberts: Sono stata coinvolta come produttrice solo all'inizio, e quando sono iniziate le riprese, ho preferito non continuare ad esserlo.

Perché proprio questo progetto?
Roberts: Perché il materiale mi interessava molto, e anche perché non mi avevano mai offerto di fare tv. Mi sono resa conto che fare televisione non è per i deboli di cuore, sia per la mole di lavoro che psicologicamente. Ma siamo stati davvero tutti molto efficienti, tutto il cast e tutta la troupe. Considerando che interpreto due personaggi, la mole di lavoro era immensa, ma Sam mi ha aiutato moltissimo a mantenere la traccia di entrambi, senza perdere la testa rispetto a ciò che succede, o che forse succederà, o che forse non succederà mai, ma è successo nella sua testa. Come unica condizione per partecipare a questo progetto ho richiesto che fosse Sam a dirigere tutti gli episodi. Questo era qualcosa di cui avevo assolutamente bisogno. Non volevo assolutamente avere un regista diverso tutte le settimane, che dovesse cercare di capire in poco tempo come lavoro io, e come lavora la mia testa. In più, posso aggiungere che Sam è la persona più puntuale con la quale abbia lavorato, e per me questo è un grandissimo complimento. Inoltre, come regista, è incredibilmente preparato su tutto. E questo ci ha incoraggiati moltissimo.

Homecoming

Come descrivereste il personaggio di Heidi a chi si avvicina alla serie?
Roberts: [Heidi] è una persona complicata e, nonostante faccia la terapista, e quindi sia in teoria qualcuno che aiuta a risolvere i problemi degli altri, ne ha molti di suoi.
Esmail: Rispetto alla natura dello show, la mia preoccupazione era quella di non perdere la tensione del racconto narrativo. Visivamente rimaniamo col personaggio durante il racconto, quindi la suspense è interna. Mi sono rifatto alla creazione della suspense in Hitchcock, un'opportunità che mi ha anche divertito moltissimo. Anche per quanto riguarda il tono musicale, non abbiamo avuto un compositore ma abbiamo richiesto alcune licenze per usare musiche originali di Pino Donaggio, il compositore di Brian De Palma, in particolare una traccia di Carrie, che ha creato una situazione piuttosto surreale considerando che in Carrie c'è Sissy Spacek [interprete della madre di Heidi].

Ci sono alcune scene molte belle tra lei e Sissy Spacek...
Roberts: Sono innamorata di Sissy da quando ho 13 anni. Posso dire che sia io che tutta la troupe abbiamo avuto molti momenti WOW con lei.
Esmail: Sì, abbiamo tutti avuto i nostri momenti WOW, anche con te, Julia!

Per non parlare di alcune bellissime inquadrature. Guardarle è un piacere per gli occhi...
Esmail: Grazie, devo molto alla mia production designer, la stessa dai tempi di Mr. Robot, Anastacia White, che tra l'altro conosceva molto bene il podcast. Io non volevo troppe location, volevo dei set per avere più controllo sulle riprese.

Circa la scrittura, devo ammettere che mi ha confuso molto. È voluto perché la serie racconta di una malattia mentale?
Esmail: Non voglio dare troppe informazioni, è un thriller alla fine, e abbiamo deviato molto anche dal podcast originale per questo. Circa il disturbo post traumatico da stress, il trauma è una cosa che o resetti o affronti, e questa è una delle domande basilari che si pone la serie. E Heidi, come terapista, ha delle obbligazioni morali da rispettare.

Ha avuto qualche impatto sulla sua vita privata questa serie rispetto ad altri film che ha interpretato?
Roberts: Ero solo molto contenta di tornare a casa la sera e sapere che la mia famiglia era autentica, che io ero io, e loro erano loro. Inoltre, stare sul set a Los Angeles mi ha fatto davvero sentire ancora più a casa.

Le è venuta voglia di dirigere qualcosa lei stessa?
Assolutamente no, non ho nessuna voglia e non accadrà.



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